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Una panoramica generale sui mercati

I mercati finanziari continuano ad essere influenzati dalle banche centrali, soprattutto con la Fed che ha rimandato il rialzo dei tassi probabilmente a dicembre e il presidente Draghi che ha rafforzato l’impegno in termini temporali e monetari nel portare avanti il quantitative easing, misura straordinaria che ha lo scopo di rilanciare l'economia dell'Eurozona, facendo scendere il costo del debito degli stati e i tassi di interesse, rilanciando il mercato del credito e fermando la deflazione. Il risultato di questi interventi sui mercati finanziari è stato un indice S&P 500 (indice realizzato da Standard & Poor's nel 1957 che segue l’andamento di un paniere azionario formato dalle 500 aziende statunitensi a maggiore capitalizzazione) che si è riportato sopra la media mobile a 200 giorni e funge da spartiacque tra tendenza positiva o negativa di medio periodo. I titoli di stato italiani hanno segnato nuovi minimi di rendimento con le scadenze fino al 2017 che presentano un rendimento negativo oppure nullo. Per Wall Street questa sarà una settimana particolare ed importante per i dati macro economici, infatti a breve toccherà all’indice “ISM manifatturiero” e poi sarà la volta dei “nuovi lavoratori dipendenti non agricoli”. A metà settimana ci saranno due conferenze molto importanti, quella di Mario Draghi presidente della Bce e quella della Yellen, presidente della Fed. Su queste conferenze saranno puntate le attenzioni degli operatori per capire se e quando avverrà l’aumento dei tassi negli Stati Uniti e quali comportamenti assumerà il quantitative easing. Anche l’Europa può tirare un sospiro di sollievo con l’indice Eurostoxx50. Il nostro Ftse Mib perde forza nei confronti dei principali mercati azionari visto che l’attuale rialzo è gestito dai titoli industriali mentre i titoli bancari restano incagliati nelle rispettive fasi laterali di congestione e fin quando non riprenderanno forza è probabile che il nostro indice resterà debole rispetto a quelli europei. Anche i mercati emergenti devono essere monitorati e non tanto dal punto di vista azionario quanto piuttosto da quello obbligazionario. Ma anche su questi mercati pende la spada di Damocle del rialzo dei tassi americani ma resta comunque un mercato da attenzionare.

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