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Un’avaria da 191 miliardi blocca i finanziamenti.

Ammontano a 191 miliardi i crediti per cosi dire avariati che le banche sono costrette a gestire con conseguenze ovviamente negative per lo sviluppo dell’economia finanziaria. A peggiorare notevolmente la situazione l’incremento delle procedure concorsuali (fallimenti, concordati, liquidazioni) che nel 2014 è salito a quota 106.539 il cui picco massimo è stato raggiunto dai fallimenti che in sei anni sono cresciuti del 109%. Il decreto legislativo 83/2015 convertito in legge, introduce fondamentali novità in materia fallimentare che, secondo l’Associazione Bancaria Italiana, possono contribuire a favorire il risanamento delle aziende in crisi e di conseguenza accrescere il mercato del credito. Punto fondamentale del decreto è infatti lo snellimento delle procedure, consentendo una veloce soddisfazione dei creditori attraverso una più attiva partecipazione degli stessi all’interno del processo di risanamento. Altra importante novità introdotta dal decreto è l’accordo di ristrutturazione con intermediari finanziari il cui ruolo principale è quello di agevolare le operazioni di ristrutturazione tra il debitore e i creditori, nel caso in cui i debiti verso le banche e gli intermediari finanziari superino la metà dell’indebitamento complessivo dell’azienda. L’obiettivo è quello di consentire alle imprese in crisi di risanarsi in una fase precedente alla crisi evitando che soggetti che vantano piccoli crediti possano in qualche modo ostacolare operazioni che invece godono del consenso della maggior parte dei creditori. Il DL 83/2015 ha inoltre rivisitato le norme sulla finanza interinale per consentire un accesso al credito più facilitato per le aziende in crisi, attraverso l’autorizzazione del tribunale. In pratica il debitore su autorizzazione del giudice può fare richiesta di finanziamenti prededucibili già nella delicatissima fase di presentazione di domanda del concordato preventivo, in assenza peraltro del piano che descrive in modo dettagliato le modalità e i tempi di adempimento della proposta stessa. Anche in materia di procedure esecutive il decreto ha apportano delle modifiche che tentano di accelerare le operazioni di vendita e migliorare il valore di realizzo. Per tale motivo il decreto 83/2015 rafforza la vendita senza incanto e prevede che la definizione del valore immobiliare tenga in considerazione il valore di mercato. A tal proposto è stata prevista la creazione di un portale dedicato alle vendite pubbliche.

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