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Sull’espansione della politica monetaria la Bce pronta ad intervenire già a dicembre

Contrariamente alla banca centrale americana che in qualche modo contribuisce all’instabilità della ripresa monetaria, la banca centrale europea è pronta ad offrire il suo appoggio garantendo l’espansione della politica monetaria, in caso dovessero concretizzarsi rischi di instabilità di natura internazionale. I tassi, infatti, resteranno vicini allo zero e continueranno le operazioni di versamenti di liquidità sui mercati. Prende ancor di più forma il messaggio del presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi: “siamo pronti ad agire se necessario, esamineremo tutte le informazioni in arrivo e siamo aperti all’intero menù di strumenti disponibili. La Bce non guarda e aspetta, ma lavora e risolve i problemi”. È vero la ripresa economica si intravede ma è ancora lenta e piena di incognite. L’incognita che acquista maggiore rilevanza è certamente quella riguardante l’andamento dell’inflazione, legato ovviamente alla crescita dell’economia. E considerato che lo scopo della Bce è quello di stabilizzare l’economia monetaria, i dati purtroppo non sono confortanti dal momento che sono 33 mesi che lo scopo non è raggiunto. Basti pensare che nel febbraio del 2013 l’inflazione era del 1,8% calata gradualmente fino ad arrivare tra il 2014 e il 2015 ad una vera e propria deflazione. Un enigma da risolvere, quello della scomparsa dell’inflazione, che attanaglia banchieri, economisti e ministri i quali si interrogano sul perché, nonostante il così grosso numero di interventi e stimoli monetari, l’inflazione globale non riesca a salire neanche in quei paesi in cui il prodotto interno lordo cresce. Morgano Stanley ha calcolato che il 70% dell’economia mondiale soffre di inflazione troppo bassa. Tuttavia, se le condizioni di crescita e dell’inflazione nell’eurozona, dovessero ulteriormente peggiorare la Bce interverrà già a dicembre con un’apposita riunione. E per la prima volta il presidente Draghi si è spinto nel considerare, oltre all’ampliamento del programma Qe (acquisto dei titoli), l’ipotesi di abbassare ulteriormente il tasso sui depositi delle banche presso la stessa Bce. Questa mossa è considerata dalla maggior parte degli economisti un’arma potentissima per poter far scendere il cambio dell’euro. Ribasso avvenuto a seguito dell’intervento di Draghi. Ovviamente per la ripresa monetaria e il rilancio dell’eurozona, Draghi auspica una collaborazione da parte di tutti i Governi attraverso riforme strutturali.

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