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In picchiata libera le Borse di tutto il mondo

Crolla il petrolio, frena l'impennata dell'economia cinese, le tensioni geopolitiche ci sono e la borse di tutto il mondo crollano gettando al vento circa 6.592 miliardi di dollari. 

Ieri Piazza Affari ha vissuto una giornata da incubo dovendo combattere non solo con l'incertezza e lo squilibrio che hanno colpito i listini ma anche con le difficoltà che sta attraversando il settore bancario.

Ancora una volta la questione dei crediti deteriorati ha pesato come un macigno e le banche che in questi giorni ci hanno rimesso di più sono state Monte dei Paschi di Siena e Banca Carige, i cui crediti deteriorati si aggirano rispettivamente intorno al 31,8% e al 24,6%.

Ma non solo Mps e Carige ieri hanno chiuso in forte calo. Purtroppo le hanno seguiti anche altre banche con un patrimonio molto più solido e compatto, come Intesa San Paolo, Unicredit, Mediobanca e Banco Popolare.

Giornata decisamente funesta per Piazza Affari dove il Ftse Mib è sceso del 4,83% mettendo a segno la peggiore prestazione rispetto ai principali listini europei.

Non solo ieri ma anche nelle scorse settimane i mercati finanziari mondiali sono stati messi sotto “scacco” da una probabile recessione economica della Cina, primo Paese importatore di materie prime. A cominciare dal prezioso greggio che ieri ha sfiorato i 27 dollari al barile. Ed è proprio di ieri la comunicazione da parte della Iea, l’agenzia internazionale per l’energia, che il mercato petrolifero anche quest’anno subirà forti ripercussioni.

A creare scompensi non dimentichiamo sarà anche la fine selle sanzioni contro Theran che immetterà sul mercato milioni di barili di petrolio iraniano, aggravando ancor di più il problema della domanda-offerta.

Ma non solo Piazza Affari e le borse Europee hanno sofferto nella seduta di ieri. Wall Strett ha chiuso con un ribasso del 3% e le borse asiatiche non hanno certo avuto risultati migliori, soprattutto Tokyo che ieri ha chiuso con un ribasso del 3,7%. 

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