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Mutui: nuove regole in caso di inadempienze

Mutui: nuove regole per in caso di inadempienze

È stato varato martedì scorso il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/17 Ue che prevede procedure più snelle per soddisfare i crediti delle banche in caso di inadempienza, cioè il ritardato pagamento di 7 rate del mutuo anche non consecutive.

Una importante novità contenuta nel decreto è la possibilità che banca e mutuatario possono accordarsi, mediante un’espressa clausola da inserire nel contratto di mutuo, che in caso di mancato pagamento di 18 rate, il debito si estingue con conseguente trasferimento alla banca dell’immobile oggetto di ipoteca o del ricavo sull’eventuale vendita dell’immobile.

Lo scopo della norma è chiaro: snellire ed agevolare gli istituti bancari nel caso di inadempienza del cliente, evitando in questo modo procedure esecutive che comportano tempi lunghi. Ma non solo. La nuova procedura, infatti, potrebbe in qualche modo aiutare a risolvere il delicato problema delle sofferenze bancarie.

Da un puto di vista operativo perché questa procedura possa funzionare, è necessario che banca e cliente si accordino esplicitamente a condizione che:

1.La banca non può imporre al consumatore oneri maggiori a quelli necessari a compensare i costi sostenuti a causa dell’inadempimento stesso;

2.La clausola non può essere pattuita in caso di mutuo stipulato in surrogazione di uno precedente;

3.La banca non può condizionare la conclusione del contratto di credito alla sottoscrizione della clausola;

4.Se il contratto di mutuo contiene la clausola il cliente ha diritto di farsi assistere da un suo consulente per valutarne la convenienza.

In entrambi i casi, ossia ci sia o meno la clausola, resta invariata la regola che si applicava prima delle nuove regole e cioè se il mutuatario si rende inadempiente per almeno 7 volte, la banca può dichiarare il mutuo risolto e il mutuatario decade dal beneficio del termine. Se il mutuatario non estingue il debito, la banca può procedere con le procedure di espropriazione, ossia pignoramento o vendita forzata dell’immobile oggetto di ipoteca. 

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