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Mercati finanziari: la Bce pronta ad agire a dicembre

I mercati finanziari sono in trepidante attesa per il discorso che il Presidente della Bce Mario Draghi dovrà pronunciare questa mattina all’Alter Oper di Francoforte per l’annuale kermesse della finanza. Ieri è toccato a Peter Praet, capo economista della banca centrale, che durante il suo discorso ha anche presentato il resoconto dell’ultima riunione che si è tenuta a Malta il mese scorso. Elementi questi che inducono i mercati a pensare che ben presto la Bce agirà in maniera forte e importante. Sono tre i fronti su cui Draghi e la Bce saranno chiamati ad agire: in primo luogo un prolungamento, oltre il settembre 2016, del cosiddetto Qe, il programma di acquisto dei titoli; in secondo luogo, un aumento dell’importo mensile degli acquisti che ad oggi ammontano a 60 miliardi di euro e per finire un ulteriore taglio del tasso sui depositi delle banche presso la Bce, attualmente a quota -0,20%. Su questa ultima ipotesi molti economisti sono d’accordo nel ritenere che probabilmente il taglio sarà almeno di 10 punti base, altri addirittura che possa arrivare a 20 producendo in questo caso un effetto a ribasso dell’euro. È ovvio che dopo le dichiarazioni di Draghi rilasciate a Malta, dove aveva quasi dato per acquisito un riesame della politica monetaria, a dicembre la Bce non può restare inerme. E proprio il report di Malta contiene le diverse posizioni degli stessi consiglieri, alcuni dei quali ritenevano opportuno agire già allora mentre altri lo ritenevano alquanto prematuro e addirittura slittare la data del 3 dicembre. Tra i sostenitori dello slittamento il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann che stamattina interverrà allo European Banking Congress. Ulteriore motivo che potrebbe indurre la Bce ad agire è l’inflazione che nel mese di ottobre si è attestata sullo 0,1% molto lontana quindi dall’obiettivo di stare al di sotto ma più vicina sicuramente al 2%. È pur vero che le ultime settimane sono state scenario di particolari avvenimenti come il calo dell’euro e il ritorno dell’attesa di un rialzo a dicembre dei tassi d’interesse ad opera della Federal Reserve. Tuttavia l’incertezza sullo sviluppo dell’economia resta, condizionata anche dai mercati emergenti. A tal proposito Peter Praet ha ieri dichiarato “l’incertezza non può condurre all’indecisione. La Bce non può consentire che le aspettative di inflazione siano dettate dalle oscillazioni dei prezzi del petrolio”.

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