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Le nuove insidie del Fisco per i commercialisti

Le nuove insidie del Fisco per i commercialisti

Che la materia fiscale sia sempre stata spigolosa e cavillosa è fuor dubbio ma che l’ultima Legge finanziaria la rendesse ancora più gravosa certo è una cosa che i professionisti del settore proprio non si aspettavano.

Ed infatti oltre alla tassazione per cassa, rottamazione delle cartelle e comunicazioni iva, i commercialisti dovranno fare i conti anche con l’Iri, la nuova imposta sul reddito degli imprenditori, le nuove regole sull’iva, le possibilità di allargare le ipotesi di inviare note integrative sui redditi a favore dei contribuenti e la riapertura della voluntary disclosure che consente agli italiani che detengono attività finanziarie o patrimoniali all'estero non dichiarate al Fisco, di sanare la loro posizione, anche penale, pagando le relative imposte e le sanzioni in misura ridotta.

Come dicevamo certo i commercialisti non hanno preso bene il sovraccarico di lavoro che dovranno sostenere ed è per questo che hanno annunciato uno sciopero per l’ultima settimana di febbraio, settimana che coincide con la trasmissione della dichiarazione Iva annuale.

La maggiore criticità della nuova Legge di Bilancio riguarda senza dubbio le nuove regole di redazione dei bilanci. Ci sarebbe bisogno di una legge che indichi esattamente come andare a valutare le nuove risultanze contabili e in questo senso una risposta potrebbe giungere in settimana con la presentazione di un emendamento al decreto Milleproroghe al Senato.

Tuttavia la maggiore preoccupazione degli addetti ai lavori risiede nel calendario fiscale, soprattutto per quanto riguarda le comunicazioni Iva per lo spesometro trimestrale e le liquidazioni. Dalle nuove comunicazioni Iva, il Governo si attende 2,1 miliardi di recupero di evasione per il 2017 e 4,2 miliardi per il 2018.

Un’altra misura fiscale che desta preoccupazione è la tassazione per cassa, che andrà a diventare il regime naturale per i soggetti che sono sottoposti a regime di contabilità semplificata. Ciò significa che dal 2017 tali soggetti determineranno il loro reddito in base al principio di cassa. Il principio di cassa si basa sulle operazioni attive e passive (acquisti, vendite, prestazioni di servizi), mentre per le restanti voci resta valido il criterio di competenza e formeranno il reddito in base alle regoli attuali. 

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