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Le misure del Walfare per contrastare la povertà

Le misure del Walfare per contrastare la povertà

Stando ai dati della Caritas del 2016 le persone che versano in uno stato di assoluta indigenza e quindi di povertà sono raddoppiati: si è passato dal 3,1% del 2007 al 7,6% del 2016.

Si tratta di persone difficilmente ricollocabili nel mondo del lavoro e con uno stile di vita ben lontano dal garantirgli un tetto sulla testa. Ma la novità assolutamente negativa è che tra loro ci sono molti giovani il cui lavoro è assolutamente sottopagato.

Alla luce di queste informazioni, analizziamo le varie misure già attuate o in fase di attuazione che il Welfare ha predisposto per contrastare il disagio sociale.

Partiamo con ordine.

Il 9 marzo scorso il Senato ha dato il via libera alla legge delega per contrastare la povertà consentendo in questo modo al Governo di attuare un Piano nazionale il cui obiettivo primario è quello di dare un sostegno alle famiglie con gravi difficoltà economiche.

Fiore all’occhiello del Piano è il Reddito di inclusione (c.d. Rei), un concreto aiuto monetario nazionale che sostituirà il Sia, il Sostegno per l’inclusione attiva, entrato in vigore dal novembre scorso e che ha dato sostegno a circa 70mila famiglie con in media due figli minori. La misura prevede circa 320 euro mensili attraverso una carta di credito ricaricata bimestralmente e che può arrivare fino a 480 euro nel caso di genitore singolo.

Attraverso il Rei per il 2017 si prevede di assistere entro un anno circa 400mila famiglie per un totale di 1milione e 700mila persone, 800mila dei quali minori.

Per poter accedere al Rei bisogna provare lo stato di indigenza attraverso la presentazione del modello Isee che non superi i 3mila euro a condizione che il capofamiglia aderisca a progetti personalizzati di inclusione lavorativa proposti da Regioni e Comuni.

La legge delega diventerà attuativa attraverso un unico decreto legislativo che dovrebbe già essere operativo da quest’estate.

Le risorse messe a disposizione del Rei sono all’incirca 2miliardi per il 2017 e dovrebbero arrivare ai 12,2 miliardi nel 2018 includendo anche i fondi europei e altre risorse derivanti da precedenti prestazioni quali ad esempio l’Asdi, l’assegno di disoccupazione.

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