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La Bce vara il nuovo pacchetto di interventi

Il consiglio direttivo di ieri della Bce ha stabilito il rafforzamento dello stimolo monetario e di conseguenza l’incentivazione dell’inflazione nell’Eurozona, ancora troppo bassa, attraverso l’annuncio di una serie di misure per certi versi deluso le aspettative dei mercati. Tuttavia la Banca centrale ha un pò deluso le aspettative dei mercati che probabilmente, dopo i vari annunci di Draghi delle scorse settimane, si aspettavano misure più incisive. Ma vediamo nello specifico quali sono le misure che la Banca ha deciso di adottare. Innanzitutto il consiglio ha stabilito con “una maggioranza molto ampia” per dirla alla Draghi, di tagliare di 10 punti base il tasso sui depositi delle banche presso la Bce, portandolo in questo modo a -30%. Così facendo si va a penalizzare quelle banche che decidono di depositare liquidità alla Bce anziché nell’interbancario e negli impieghi favorendo in questa maniera però la trasmissione della politica monetaria. Ma Mario Draghi lo ha definito un taglio “adeguato”. In secondo luogo la Banca centrale non ha lanciato alcun Qe2 come preannunciato nelle scorse settimane ma anzi ha decretato di allungare il programma di acquisti di titoli sino a marzo 2017, dal settembre 2016 stabilito, lasciando assolutamente invariato a 60 miliardi di euro l’importo mensile. Altra aspettativa delusa per i mercati questa del Qe. Nella sostanza il programma di acquisto titoli non ha un termine definito in quanto la Bce ha stabilito di andare oltre fino a quando non vedrà miglioramenti sul versante inflazione e cioè fin quando non raggiungerà l’obiettivo prefissato del raggiungimento del 2%. Come stabilito nelle scorse settimane è stata anche allargata la scelta dei titoli acquistabili comprensivi delle obbligazioni emesse dalle regioni o enti locali. La misura più interessante varata ieri dal consiglio direttivo della Bce è certamente quella del reinvestimento dei rimborsi dei tioli acquistati con il Qe che vengono a scadenza. Una misura simile era stata già adottata dalla Federal Reserve e dalla Banca d’Inghilterra e che in sostanza evita che venga a prodursi una riduzione di liquidità a causa dei rimborsi del Qe. Altra innovazione è il rinnovo fino al 2017 della fornitura di liquidità illimitata alle banche a tasso fisso. Per Draghi il consiglio ha la “volontà e la capacità di agire con tutti gli strumenti disponibili” e che il nuovo pacchetto di strumenti “richiederà tempo per essere pienamente apprezzato”. E senza l’intervento della Bce l’inflazione sarebbe stata più bassa dello 0,5% nel 2016 e dello 0,3%nel 2017 e nel triennio 2015/2017 la crescita sarebbe stata inferiore di un 1%.

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