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L’Italia del No: Renzi si dimette e i mercati reagiscono negativamente

L’Italia del No: Renzi si dimette e i mercati reagiscono negativamente

No alla riforma costituzionale. L’Italia ha scelto compatta di non dare corso alla revisione costituzionale proposta dall’ormai premier uscente Matteo Renzi che subito dopo l’uscita dei primi exit poll dichiara: “come era evidente e scontato fin dal primo giorno la mia esperienza di governo finisce qui. Domani pomeriggio riunirò il Consiglio dei Ministri, ringrazierò i colleghi e salirò al Quirinale consegnando le mie dimissioni. Tutto il paese sa che può contare su una guida autorevole e salda. Il No ha vinto in modo straordinariamente netto. Congratulazioni ai leader del Comitato per il No. Ho perso io, mi assumo tutte le responsabilità della sconfitta”.

Le ripercussioni non tarderanno a farsi attendere ed è stata già messa in conto una crisi lampo. I mercati finanziari ieri hanno reagito negativamente e l’euro ha perso l’1%, quotato rispetto al dollaro a 1,054. L’eco della sconfitta del Si e di Renzi ha avuto risalto sulle maggiori testate estere, lo stesso Wall Street Journal parla di voto epocale. In effetti l’affluenza alle urne è stata da record (68%) e a fare la differenza è stato il Mezzogiorno con il 70% di voti contrari in Campania.

L’attenzione ora è ricolta verso i mercati valutari che si tranquillizzeranno solo dopo la formazione in tempi piuttosto brevi di un governo capace di portare a termine questioni come quella della legge elettorale, la legge di bilancio piuttosto che la risoluzione dei problemi di alcune banche.

Prima del referendum e dell’elezione di Trump, il rendimento dei BT era salito ma nei giorni immediatamente vicini alle elezioni è di nuovo sceso sotto la soglia del 2%.

Con la vittoria del No, gli investitori temono che le ricapitalizzazioni delle banche saranno più complicate. Monte dei Paschi di Siena riunirà oggi gli istituti del consorzio per verificare la possibilità di ottenere i 5 miliardi. Lo spread arriva a 178 punti e Tokyo chiude, dopo le dimissioni di Renzi, negativamente. La moneta europea arretra come nel marzo 2015, bene lo yen considerata la moneta di rifugio, mentre è in calo anche il cambio euro-sterlina.

La maggiore paura degli investitori, ora, è che la vittoria del No possa fermare il percorso delle riforme. Soltanto dopo l’annuncio al Quirinale avremmo un quadro certamente più chiaro.

 

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