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L’”Ape” che punzecchia le pensioni

L’”Ape” che punzecchia le pensioni

Il taglio sui trattamenti previdenziali è stato ufficializzato dal premier Matteo Renzi durante la trasmissione televisiva condotta da Bruno Vespa “Porta a Porta”. Un taglio che oscilla tra l’1 e il 3% l’anno fino ad arrivare al 4% per gli assegni più consistenti.

Una riduzione che arriverà con l’introduzione dell’Ape (anticipo pensionistico) che ha lo scopo di rendere più flessibili le uscite verso le pensioni di chi ha raggiunto i 63 anni di età. Tuttavia per poter usufruire dell’Ape, il pensionando deve rendersi disponibile a rinunciare ad una percentuale del trattamento stesso che, come detto in precedenza, oscilla tra l’1 e il 3%.

Durante il suo intervento televisivo Renzi dichiara: “stiamo studiando un meccanismo sapendo che ci sono i vincoli di Bruxelles e sulle leggi bisogna essere credibili. Il meccanismo deve prevedere che per andare in pensione devi essere disposto a rinunciare a una piccola percentuale l’anno che vada dall’1 al 3%. Solo per quelli che son messi male, hanno pensione bassa e hanno 65 anni puoi togliere l’1%, per gli altri puoi magari arrivare al 4%”.

L’intervento sulle pensioni sarà previsto con la Legge di Stabilità del 2017 anche se non si esclude affatto la possibilità che già da quest’anno potrebbe essere adottato. Per questo motivo Renzi ha dichiarato di essere pronto “a incontrare anche domani i sindacati dei pensionati”.

L’operazione avrà bisogno del sostegno di prestiti erogati da banche e assicurazioni che attraverso l’Inps dovranno poi essere restituiti ratealmente. Mentre gli interessi a banche e assicurazioni saranno garantiti dallo Stato per un costo che oscilla tra gli 800 milioni e il miliardo di euro.

Inizialmente dell’intervento andranno a beneficiarne, come detto, gli over 63. Con probabilità dal 2017 si partirà con i nati nel 1951/1952/1953, successivamente toccherà ai nati nel triennio successivo.

Tuttavia il meccanismo deve ancora essere affinato e questo sia per evitare di andare a colpire chi percepisce un assegno pensionistico basso sia per avere richiami e blocchi da parte di Bruxelles. 

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