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Il Tar Lazio rinvia a febbraio il giudizio di merito: prosegue la riforma delle banche popolari

La terza sezione del Tar Lazio ha ieri sera deciso in senso sfavorevole ai ricorrenti, rimandando al 10 febbraio la discussione “nel merito” dei tre diversi ricorsi presentati da Adusbef, Federconsumatori e da un gruppo di soci di banche popolari contro le disposizioni di Bankitalia. Con la decisione del tribunale amministrativo laziale si conferma quindi che la riforma delle grandi banche popolari va avanti avviando in questo modo quel già lento procedimento di trasformazione in S.p.A. che da nove mesi ancora non prende forma. Il rinvio del Tar non ha rivoluzionato granchè ma almeno ha impedito che si mettesse in discussione innanzitutto il decreto governativo ma soprattutto il metodo e cioè la scelta di fornire al provvedimento l’elemento dell’urgenza. La decisione dei giudici amministrativi, che hanno deciso di non sospendere in via cautelare i regolamenti di Bankitalia attuativi della riforma, si fonda sul mancato ravviso dei requisiti fondamentali della gravità e della irreparabilità del danno. Del resto gli avvocati di Palazzo Koch sostengono che le motivazioni addotte dai ricorrenti riguardino semplicemente un “chiarimento interpretativo”. Banca d’Italia, dal canto suo, si dice disponibile alla valutazione delle operazioni di riforma avendo rispetto non solo della forma ma anche della sostanza della legge stessa ed evitando eventuali elusioni del suo scopo. Dunque sarà il 10 febbraio che si troveranno faccia a faccia ricorrenti, legali di Bankitalia e avvocati dello Stato. Ma sarà difficile che si arrivi subito ad una decisione. Probabilmente l’obiettivo dei ricorrenti è quello di discutere l’incostituzionalità, a loro avviso, dei provvedimenti dinanzi alla Corte costituzionale assieme alla Regione Lombardia che non ha accettato di buon grado la riforma del Governo Renzi. Scelta accolta favorevolmente anche dal presidente di Assopolari Corrado Sforza Fogliani il quale afferma “come Assopolari siamo estranei alla vicenda e la guardiano, seppur con interesse, dal di fuori, tuttavia come avvocato sono d’accordo con la linea seguita dai ricorrenti. Ora, nel giro di alcuni mesi, aspettiamo la decisione del Tar e se lo stesso riterrà di sollevare il conflitto di costituzionalità di fronte alla Consulta”.

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