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Il bail-in oggi approda al Consiglio dei Ministri

I due provvedimenti adottati sulla possibilità di risolvere la crisi delle banche attraverso l’intervento di soci, azionisti e risparmiatori con conti correnti superiori ai 100mila euro (bail-in) saranno oggi oggetto di discussione in Consiglio dei Ministri. La spinta maggiore proviene dal Mef che dopo una lunga riunione tenutasi ieri, è stato interpellato sulle criticità legate al mancato recepimento di alcune condizioni poste in essere dalle Commissioni parlamentari della Camera. La Commissione della Camera ha infatti in qualche modo condizionato il parere favorevole sul provvedimento relativo alla definizione degli obblighi di comunicazione in conformità con quanto previst dalla direttiva comunitaria sull’armonizzazione degli obblighi di trasparenza. Uno dei problemi fondamentali che oggi il Consiglio dei Ministri si troverà ad affrontare nella discussione sui decreti è quello relativo alla trasparenza ritenuta dal Parlamento un elemento necessario per informare correttamente i risparmiatori e gli investitori di quali siano le azioni di cui possono servirsi per la tutela dei propri risparmi. In buona sostanza i dubbi sollevati si riferiscono alla possibilità di evitare di prevedere per legge la non informazione dei risparmiatori e investitori, lasciando la decisione ad una valutazione per ogni singolo caso. Altra nota dolente per le Commissioni parlamentari riguarda il possibile slittamento a gennaio 2019 dell’applicazione della clausola di depositor preference estesa che potrebbe pregiudicare anche la stessa attuazione del bail-in. In Italia l’attuazione del bail-in va ad intersecarsi con le esigenze di trasparenza richieste dall’Unione Europea con la direttiva trasparency (50/2013). Il decreto legislativo in arrivo ha l’obiettivo di semplificare e ridurre gli oneri amministrativi per le società quotate assicurando una maggiore proporzionalità tra disciplina applicabile e dimensione delle imprese e garantire una maggiore trasparenza degli assetti proprietari anche con riferimento agli strumenti finanziari derivati. Il Consiglio dei Ministri oggi avrà un altro compito da svolgere, ossia verificare lo schema di D.lgs che darà attuazione alla direttiva comunitaria sulla rifusione relativa ai sistemi di garanzia dei depositi che assicurano il rimborso di una determinata quota dei depositi bancari in caso di indisponibilità degli stessi all’esito di una decisione delle autorità competenti e dell’autorità giudiziaria.

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