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In via di attuazione il part time pre-pensione

In via di attuazione il part time pre-pensione

Ultimi accorgimenti per l’attuazione delle regole per il part time pre-pensione. Il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, intervenuto ieri alla Giornata nazionale della previdenza che si è tenuta a Napoli ha dichiarato “il 20 maggio partirà l’operazione sperimentale del part time agevolato per il lavoratori prossimi alla pensione così come previsto dalla Legge di Stabilità. Vedremo se questa iniziativa piacerà alle imprese e ai lavoratori”.

Ovviamente il 20 maggio è la data in cui saranno definite e messe a punto tutte le regole ma per la definitiva attuazione occorrerà attendere la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale ed aspettare che trascorrano i classici 15 giorni per consentire a tutti di prenderne visione.

Il Ministro ha avuto modo di intervenire anche sulla flessibilità in uscita parlando “di una misura strutturale che sarà valida per fasce triennali di età: ogni anno ci sarà chi matura i requisiti per l’uscita”. Si tratta di una scelta che il Governo sta vagliando per mitigare in qualche modo l’innalzamento dei requisiti di accesso alla pensione che a loro volta sono collegati all’aspettativa di vita e alla necessità di non incidere troppo sul bilancio statale.

L’dea di una uscita anticipata fino a tre anni comporterà comunque una penalizzazione più o meno consistente relativamente alla somma dell’assegno previdenziale. Il tema, per ovvie ragioni, è delicato ed ancora sono molti i tasselli che devono essere messi al loro posto. Poletti, infatti, ha precisato “l’Esecutivo punta a costruire un intervento equilibrato: da una parte bisogna fare i conti con il bilancio dello Stato, dall’altra non possiamo tagliare tutti allo stesso modo. Per questo motivo servono soluzioni socialmente eque”.

Sull’argomento c’è la massima collaborazione tra Presidenza del Consiglio, Ministero del Lavoro e Inps. Lo stesso Presidente dell’Inps, Tito Boeri, d’accordo con ministero e presidenza del Consiglio, valuta l’opportunità che i trattamenti pensionistici dei politici siano equiparati a quelli di tutti gli altri cittadini. E da Napoli dichiara “siamo disponibili a collaborare. Attendiamo che qualcuno ci chieda di fare i conti. Sappiamo che se 1,4 cittadini attivi contribuiscono per un pensionato, nel caso dei parlamentari il rapporto è di tre vitalizi per un contribuente e ad oggi si contano 150 milioni di disavanzo”. 

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