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Corso di educazione finanziaria: lezione n. 8

Corso di educazione finanziaria: lezione n. 8

Bentornati cari lettori. Oggi parleremo delle conseguenze derivanti dal ritardato o mancato pagamento delle rate di una qualsiasi forma di finanziamento, ad eccezione della cessione del quinto dello stipendio o della pensione e della delegazione di pagamento. In questi due casi, infatti, le rate sono versate, direttamente dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico del richiedente, tramite una trattenuta sullo stipendio o sulla pensione. La cessione del quinto, nello specifico, è adatta quindi anche per i soggetti con una cattiva storia creditizia e per gli iscritti al registro dei protestati.

È bene sapere che qualsiasi tipo di prestito richiediamo, il nostro nominativo verrà segnalato alla Centrale rischi della Banca d’Italia o a uno dei vari Sistemi di informazioni creditizie (Sic) presenti sul territorio italiano.

Ciò non significa essere un cattivo pagatore ma la segnalazione avviene automaticamente alla richiesta di un finanziamento. Il motivo principale per cui la registrazione avviene è costruire una sorta di cronistoria creditizia consultabile da istituti bancari e società finanziarie.

La vera e propria segnalazione come cattivo pagatore, invece, scatta nel momento in cui si ritarda nel pagamento delle rate di un prestito. Tuttavia banche e finanziarie possono segnalare ai Sic soltanto i ritardi o i mancati pagamenti di almeno due rate consecutive, informando il cliente resosi moroso con un preavviso di 15 giorni.

Essere segnalati ai Sic come cattivi pagatori non è cosa da sottovalutare. Ciò infatti pregiudicherà la nostra storia creditizia rendendo impossibile la concessione di altri prestiti per tutto il periodo della conservazione dei dati.

È bene, dunque, prima di richiedere un prestito e si hanno dei dubbi sulla propria storia creditizia, richiedere un estratto dei dati presenti nei Sic. Tra i Sistemi di informazioni più famosi c’è sicuramente Crif (ww.crif.it) a cui è possibile inviare una richiesta compilando apposito modulo corredato dal documento di riconoscimento e codice fiscale. La risposta verrà fornita entro 15 giorni lavorativi. All’avvenuta ricezione Crif chiede, per l’esercizio di accesso, un contributo di 10 euro se non è presente alcuna informazione e di 4 euro nel caso invece ci fossero informazioni.

Riepilogando, dunque, nei vari Sic non sono conservati solo i dati negativi ma anche quelli positivi. Il consumatore ha la possibilità di chiedere la cancellazione dei dati positivi, revocando il consenso al trattamento dei dati stessi. Ma conviene chiedere la cancellazione dei dati positivi? No non conviene, è comunque un bene che ci siano perché costituiscono una specie di referenza per la concessione di altri prestiti. Al contrario, invece, il consumatore non può richiedere la cancellazione dei dati negativi. La cancellazione avviene automaticamente decorsi i rispettivi tempi previsti dalla normativa.

La conservazione e la cancellazione dei dati negativi sono disciplinate dal Codice di deontologia e di buona condotta dei sistemi informativi gestiti privatamente. Nello specifico, in caso di mancato pagamento di due rate consecutive, i dati saranno conservati per 12 mesi dalla data di regolarizzazione; in caso di morosità superiori a due rate i dati saranno visibili per 24 mesi dalla data di regolarizzazione. Nel caso di morosità mai regolarizzate, i dati saranno conservati per 36 mesi dalla scadenza contrattuale o dall’ultimo aggiornamento.

Allo scadere dei tempi previsti, i Sic provvederanno alla cancellazione automatica dei dati negativi

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