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Corso di educazione finanziaria: lezione n. 5

credito al consumo

Cari lettori, oggi parleremo dell’ultima forma di credito al consumatore che è la carta revolving.

Si sa che la carta di credito può ritornare sempre utile per pagare ratealmente l’acquisto di un bene.

Questo è ciò che fa anche la carta revolving, una carta di credito concessa direttamente dalla propria banca di riferimento. Ma vediamo un po’ più da vicino questa particolare linea di credito che se utilizzata in modo inappropriato può causare non pochi problemi.

La nascita delle revolving risale agli anni ’50 ad opera della Franklin National Bank prima e della Bank of America successivamente. In Italia vedono la luce solo dopo cinquanta anni e cioè agli inizi del 2000. La carta revolving va richiesta direttamente alla banca presso cui si ha in essere una linea di credito ed è collegata al conto corrente personale. Presenta le stesse caratteristiche di una carta di credito normale, per cui consente di effettuare acquisti a saldo o a debito e di prelevare anche contante.

La differenza e se vogliamo la scelta alternativa che si ha con la revolving è che una volta effettuato l’acquisto si può scegliere se pagare l’importo ratealmente. Se si sceglie questa opzione, il saldo non verrà pagato a fine o a metà mese ma sarà spalmato in rate mensili di stesso importo. Ovviamente il titolare di una carta revolving può in qualunque momento estinguere il debito.

La banca concede la linea di credito ricorrente (revolving) sulla base della disponibilità economica e reddituale del richiedente, concedendo a quest’ultimo un plafond. Nell’utilizzare la carta il richiedente utilizza questo plafond e via via che le rate mensili vengono rimborsate il plafond ricostituisce e può nuovamente essere utilizzato.

Ma non è tutto oro quello che luccica!

Il costo delle carte revolving è infatti molto elevato per il consumatore. Il tasso effettivo globale rilevato da Banca D’Italia, nel primo trimestre del 2016, è, infatti di 16,4% per gli importi inferiori ai 5000 euro e di 13,57% per importi superiori. Un tasso dunque di ben 4 punti percentuali superiore rispetto al tasso del prestito finalizzato e del 5/6% rispetto al prestito personale. Inoltre è importante sapere che nell’eventualità si saltasse una rata, è facoltà della banca richiedere il saldo immediato di tutto il debito con la possibilità di segnalare il titolare della carta al registro informatico dei cattivi pagatori.

Diverse associazioni di consumatori da qualche anno, hanno sollevato non poche polemiche sui costi troppo esosi delle carte revolving e sempre più spesso mettono in guardia le fasce sociali più deboli dall’utilizzare una carta di questo tipo. 

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