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Consulenza finanziaria: cosa cambierà con la Mifid 2

Consulenza finanziaria: cosa cambierà con la Mifid 2

Tavola rotonda organizzata da Brown Editore all’ultima edizione del Salone del Risparmio dal titolo “Il 2017 è sempre più vicino: cosa cambierà con la Mifid2 e il nuovo Albo unico della consulenza finanziaria”. 

L’obiettivo dell’incontro è stato quello di esaminare le novità più importanti che andranno a ripercuotersi sull’attività dei consulenti finanziari nei prossimi 18 mesi a seguito dell’entrata in vigore della Mifid 2.

Alla tavola rotonda sedevano Massimiliano Volpe, direttoredi Financial Magazine, Gianfranco Venuti, responsabile private banking e wealth management Bpm, Mauro Albanese, direttore commerciale di Fineco, Carla Rabitti Bedogni, presidente dell’Organismo di vigilanza e tenuta dell’Albo unico dei consulenti finanziari, Mauro Carcano senior manager di Prometeia e Paolo Martini direttore commerciale di Azimut.

All’incontro si è discusso sui punti principali della Mifid 2, ossia trasparenza e qualità. Sulla trasparenza innanzitutto sul lato dei costi, è intervenuto Mauro Albanese di Fineco “ritengo che questo sia il fattore che inciderà più di altri sul settore perché molti operatori non sono ancora abituati ad evidenziare ai clienti tutti i costi applicati. La direttiva che entrerà in vigore nel gennaio del 2018 prevede che il consulente debba fornire su base periodica ai suoi clienti la rendicontazione di tutti i costi, dove rientra tutto quello che passa tra rendimento lordo e rendimento netto. In questo modo il cliente avrà di fronte agli occhi l’ammontare dei costi totali espressi in euro e non più in percentuale, come invece accade adesso. C’è poi la trasparenza anche nelle azioni svolte dal consulente per il cliente, in termini di valutazione e di adeguatezza dei prodotti. Le scelte effettuate dal consulente dovranno essere motivate sempre in forma scritta e tutto andrà tracciato e archiviato. Sempre nel capitolo dell’adeguatezza un aspetto ancora trascurato nel dibattito è quello legato al confronto della semplicità del prodotto venduto, ovvero una sorta di best execution: il consulente quando andrà a fare uno switc tra due prodotti dovrà fornire una motivazione articolata”.

Per quanto riguarda il nuovo Albo dei consulenti finanziari, invece, Carla Rabitti Bedogni ha evidenziato che “il nuovo Albo trova fondamento nella legge di Stabilità 2015 che ha ampliato la tutela del risparmiatore prevedendo la vigilanza su tutti i soggetti che erogano consulenza, aprendo l’accesso alla professione di consulente finanziario autonomo, oggi ristretta a chi già la esercitava prima del 2008, aprendo opportunità di lavoro per numerosi giovani, creando il presupposto perché le disposizioni Mifid possano essere recepite dai consulenti. Infine, attribuisce all’organismo che presiedo le funzioni di vigilanza e tenuta dell’Albo unico dei consulenti finanziari. 

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