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Commissione europea: modifiche in materia di antiriciclaggio

Commissione europea: modifiche in materia di antiriciclaggio

L’attuale normativa in materia di antiriciclaggio è stata arricchita il 5 luglio scorso dalla Commissione europea con una proposta di direttiva che dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il primo gennaio 2017.

La nuova direttiva introdurrà nuove regole più severe in materia di trasparenza per combattere l’evasione fiscale e il riciclaggio di danaro. Per contrastare questi fenomeni la Commissione ha previsto un rafforzamento dei poteri delle Unità europee di informazione finanziaria, prevedendo una sorta di cooperazione tra le stesse attraverso lo scambio di informazioni contenute nei registri che sono detenuti da intermediari finanziari, bancari e assicurativi.

Inoltre la proposta di modifica prevede anche nuove modalità per l’identificazione e la conservazione dei dati di tutti coloro che utilizzano carte di credito prepagate: per cui sarà abbassata la soglia da 250 a 150 euro, oltre le quali scatterà l’obbligo di identificazione.

Dovrà esserci, dunque, una più massiccia e adeguata verifica della clientela per evitare che tali carte di credito possano essere ricaricate con danaro provenienti da illeciti. Nella nuova proposta è previsto inoltre l’introduzione di controlli più severi per quei Paesi terzi a rischio dove è più difficile combattere il riciclaggio di danaro e il finanziamento al terrorismo.

Prendendo come spunto il recente scandalo denominato Panama Papers, la proposta di modifica ha concentrato la sua attenzione nell’individuazione del titolare effettivo finale di enti o società.

Il titolare effettivo finale, così come delineato dalla nuova proposta, è colui che trae diretto vantaggio da un’operazione o dall’operatività di un altro soggetto economico direttamente coinvolto nell’operazione.

Quindi i clienti delle banche e degli intermediari finanziari saranno tenuti ad indicare il nome del titolare effettivo finale e tale informazione sarà contenuta in un registro centrale. Ogni Stato membro dovrà avere il proprio registro a cui potranno accedervi le Autorità di vigilanza e i soggetti indicati dalla direttiva come obbligati a identificare la clientela.

Tutte queste modifiche, a parere della Commissione europea, serviranno agli Stati membri per ottenere operazioni più trasparenti e faciliteranno lo scambio di informazioni ad oggi ostacolato dalle varie legislazioni dei vari Paesi membri.    

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