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Al via una consultazione pubblica sulla vigilanza bancaria

L’obiettivo della Bce è valorizzare le regole sulla vigilanza bancaria e indire una consultazione pubblica per discutere l’eliminazione di alcune eccezioni nazionali. Lo stesso Ignazio Angeloni, membro del consiglio di vigilanza, il mese scorso aveva anticipato che l’obiettivo è l’approvazione del nuovo regolamento e formalizzarlo entro marzo 2016. Sono 122 le opzioni e discrezionalità nazionali in vigore affrontate dal progetto il cui annuncio è stato dato ieri e che costituisce, secondo una nota della Bce, “un importante passo avanti verso la realizzazione di pari condizioni di trattamento nel settore bancario dell’area dell’euro”. Risale ad un anno fa circa l’unificazione della vigilanza bancaria quando la stessa Bce ha posto sotto il suo controllo l’ispezione di 120 istituti di credito dell’Eurozona e la supervisione indiretta di molti altri. L’operazione certo ha incontrato non poche difficoltà da parte della Bce che ha faticato per applicare gli stessi standard di supervisione alla luce delle tante eccezioni nazionali nascenti dalla diversità e particolarità dei sistemi dei singoli paesi. A tale proposito la Bce ha pubblicato sul sito internet della banca, nella sezione dedicata alla vigilanza, la bozza di regolamento e una guida alla vigilanza aprendo la strada ad una consultazione pubblica che si concluderà il 16 dicembre. La consultazione è accessibile alle banche, alle loro associazioni e ai cittadini dell’area euro. L’11 dicembre avrà luogo un’audizione pubblica, trasmessa anche via web, al termine della quale la banca centrale diffonderà i commenti ricevuti e la sua opinione. I documenti presentati ieri sono il risultato di mesi di lavoro di un gruppo coadiuvato da Angeloni e non contemplano alcune regole che dovranno essere modificate da altri soggetti come la Commissione europea. Uno dei temi principali della questione è l’entrata in vigore nel 2019 delle nuove regole definite dal Comitato di Basilea agli organi di vigilanza bancaria (Basilea 3). Scopo della Bce è, dunque, quello di introdurre opzioni e discrezionalità nazionali che possano allinearsi alla tempistica di Basilea 3. Argomento delicato è certamente quello dei deferred tax assets, ossia crediti di imposta accumulati dalle banche a fronte di perdite che non potranno più essere utilizzati come capitale nel 2019. Tema questo che riguarda da vicino le banche greche e spagnole ma anche quelle italiane. Altro argomento scottante è quello della partecipazione delle banche nelle compagnie assicurative utilizzate come capitale soprattutto nei paesi tedeschi.

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