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L’abbattimento del caccia russo scuote le Borse

A ridestare dal torpore le borse ci ha pensato l’abbattimento del caccia russo ad opera delle forze armate di Ankara. L’incidente russo ha infatti scosso i prezzi di oro e petrolio che da un pò soffrivano per la crisi. Nulla di sconvolgente sia chiaro dopo tutto neanche i gravi fatti di Parigi avvenuti lo scorso 13 novembre sono riusciti in qualche modo a smuovere le borse europee e non. Tuttavia le oscillazioni ci sono state, la Turchia è pur sempre un membro della Nato che ha abbattuto un aereo russo e certo non si può far finta di nulla. E non bisogna neanche dimenticare l’importanza strategica della Turchia, lontana certo dall’area bollente del petrolio, ma a confine tra Europa e Oriente. Come si diceva le Borse non sono state certo a guardare e le reazioni sono state pressoché immediate con vendite che hanno portato a chiudere in ribasso Milano dell’1,55%, Francoforte dell’1,43%, Parigi dell’1,41%, Londra dell0 0,45% e Madrid dello 0,68%. Gli investitori, dunque, non hanno tenuto conto delle notizie positive pervenute a novembre dagli indici di fiducia francesi e tedeschi, per colpire in qualche modo le società maggiormente coinvolte dal terrorismo, ossia quelle del turismo, delle compagnie aeree e del lusso. Non è andata certo meglio alla Borsa di Istanbul che ieri ha chiuso con un -4,4% e il rendimento dei titoli di Stato a cinque anni di valuta locale è schizzato oltre il 10%. Ovviamente le ripercussioni si sono riversate anche sulla moneta che ha subito un inabisamento rispetto al dollaro che è salito a quota 2,8679. Chiude male anche la Borsa russa con un -3,3% mentre il rublo si è ripreso dopo una inziale abbassamento grazie probabilmente al rimbalzo del settore petrolifero a cui la Russia è particolarmente legata. L’influenza negativa, poi, di Wall Street ha certamente contribuito a non dare fiducia alle altre Borse ed si fa sempre più concreta l’idea di un rialzo a dicembre dei tassi di interesse ad opera della Federal Reserve. Ancora calma piatta per i titoli di Stato dell’Eurozona i cui rendimenti hanno subito una lievissima limatura, con il BTp decennale all’1,50% e lo spread nei confronti del Bund a 99 punti base. Una calma forse che precede la tempesta attesa per il prossimo 3 dicembre in vista dell’abbassamento del tasso sui depositi.

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