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Corso di educazione finanziaria: lezione n. 1 - 2

Corso di educazione finanziaria: lezione n. 1 - 2

Cari lettori, ci siamo lasciati ieri con l’appuntamento virtuale di oggi per analizzare le cose da sapere prima della richiesta di un prestito.

Come dicevamo, il debito non è sempre un male, basta che si abbia la giusta moderazione nell’indebitarsi, per questo è importante stabilire la soglia oltre la quale il debito diventa insostenibile.

Come facciamo a renderci conto di quando il debito diventa insostenibile? Rispondere a questa domanda non è semplice soprattutto se tiene conto della differenza tra debito pubblico e debito privato. Nel caso del debito pubblico il vantaggio è maggiore dato che lo Stato ha la possibilità di stampare moneta e quindi di pagare i propri debiti. Nel caso dei privati invece la situazione è più delicata e verificare la sostenibilità di un debito richiede maggiore accortezza.

La prima regola da seguire è quella di servire il debito ossia pagare gli interessi e rimborsare il capitale. Ovviamente più il tasso di interesse è basso più semplice sarà restituire la somma ottenuta.

Rimborsare il capitale, invece è cosa ben più complessa, poiché qui gioca il fattore inflazione. Più il tasso di inflazione è elevato, e ciò significa che aumentano prezzi e salari, più rimborsare il debito risulterà facile. Quindi servire il debito sarà meno oneroso se i tassi sono bassi e l’inflazione è alta. Ma il problema è che solitamente quando l’inflazione è alta sono alti anche i tassi. Oggi viviamo in una realtà dove sia tassi che inflazione sono bassi, per cui chi ha intenzione di contrarre un debito sarà avvantaggiato dai tassi bassi ma svantaggiato perché non potrà affidarsi all’inflazione per sperare di ridurre il debito.

Strettamente collegato a questo discorso c’è l’andamento futuro dei redditi. Dal momento che l’indebitamento è una transazione nel tempo, bisogna tenere sempre gli occhi puntati sull’andamento dei propri redditi e chiedersi: i nostri redditi sono abbastanza solidi da poterci permettere di pagare i debiti?

Ma vediamo in quale modo un privato può richiedere una determinata somma per l’acquisto di un bene o per risolvere una situazione economica personale. Intanto, partiamo col dire che può utilizzare lo strumento del “credito al consumatore”, un particolare finanziamento disciplinato dal Testo unico bancario e che si snoda in differenti forme: il prestito finalizzato, il prestito personale, la cessione del quinto, il credito rotativo.

Analizziamo la prima forma di credito al consumo: il prestito finalizzato.

Il prestito finalizzato è un finanziamento il cui contratto di credito è indiscutibilmente collegato all’acquisto di un bene o di un servizio e coinvolge la presenza di tre soggetti: l’acquirente che contrae il debito, il fornitore che vende il bene o il servizio, l’intermediario finanziario che eroga il prestito. Un elemento importante da tenere in considerazione è che la somma erogata viene incassata direttamente dal venditore del bene.

Vediamo nel dettaglio i vantaggi e gli svantaggi del prestito finalizzato. Tra i vantaggi c’è sicuramente da inserire la libertà che il consumatore ha di pagare in comode rate mensili il debito evitando in questo modo di sborsare una somma di danaro in contanti. La semplicità di accedere al credito è un altro vantaggio, dal momento che la pratica di finanziamento viene istruita direttamente al momento dell’acquisto nel punto vendita. Infine, e non per questo di maggiore importanza, l’acquirente, nel caso in cui il venditore dovesse essere inadempiente, è tutelato dalla legge.

Tre gli svantaggi del prestito finalizzato c’è sicuramente da annoverare il costo aggiuntivo del finanziamento legato al tasso di interesse, che alla lunga può incidere sulla somma complessiva da pagare. Attenzione anche alle super offerte a tasso zero: in questi casi bisogna ricordarsi che il costo da considerare non è legato al Tan (tasso annuo netto) ma al Taeg (tasso annuo effettivo) che include tutte le spese.

Attenzione però a non sovra indebitarsi, contraendo più debiti di piccoli importi mensili che sommati incidono poi sul reddito mensile. 

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