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Assegni all’ex: 137mila dichiarazioni potrebbero andare in revisione

Assegni all’ex: 137mila dichiarazioni potrebbero andare in revisione

A seguito della sentenza n. 11504/2017 emessa dalla Corte di Cassazione che ha stabilito che l’assegno di mantenimento al coniuge non è più rapportato al tenore di vita avuto durante la vita matrimoniale, sano 137mila gli italiani che hanno a rettificare la propria dichiarazione dei redditi chiedendo una revisione dell’assegno periodico pagato all’ex coniuge.

Tuttavia la Corte di Cassazione si è occupata delle somme periodiche versate in caso di divorzio, mentre in dichiarazione sono deducibili anche gli assegni pagati in separazione mentre sono esclusi le somme una tantum e gli importi versati per il mantenimento dei figli.

Attraverso i dati fiscali è stato possibile notare che in Lombardia l’importo medio annuo pagato nel 2015 è di quasi il doppio rispetto a quello versato in Calabria e Basilicata che risultano essere le regioni con gli assegni più bassi.

Per quanto riguarda gli importi stabiliti in sentenza vediamo che nel 2015 l’assegno medio è stato di euro 533 al mese ma per chi dichiara un reddito annuo fino a 29mila in realtà è di circa 300 euro mensili.

Tuttavia è d’obbligo precisare che la modifica delle condizioni di divorzio può essere richiesta solo nel caso in cui si verificano i famosi “fatti sopravvenuti” che alla luce del nuovo orientamento giurisprudenziale potrebbe riaccendere la discussione in tribunale.

Per poter valutare la revisione dei criteri dell’assegno divorzile i giudici dovranno prendere in considerazione la mancanza di mezzi adeguati e soprattutto la concreta ipotesi dell’impossibilità di procurarseli attraverso altri redditi. Superato questo scoglio i giudici quantificheranno il versamento dell’assegno basandosi sul principio di solidarietà economica, per cui si terrà in considerazione della durata del matrimonio, il reddito di entrambi i coniugi e il contributo che ciascun coniuge apporta alla conduzione familiare.

Per quanto riguarda i figli, che dipenderanno dai genitori fino alla propria indipendenza economica, restano invariate le condizioni basate sulle effettive condizioni economiche dei genitori.

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